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Doveva iniziare la scuola tra pochi giorni: un volo dal terzo piano ha spezzato la sua vita. Non aveva ancora compiuto 6 anni

Il piccolo viveva con la famiglia a Begato. Un vicino ha tentato per primo di rianimarlo, poi l’intervento dell’ambulanza della Croce Rivarolese, dell’automedica e dei vigili del fuoco. Ogni soccorso è stato inutile. La caduta sarebbe accidentale

Avrebbe dovuto cominciare la scuola elementare tra meno di una settimana. Ad attenderlo c’erano un’aula nuova, i quaderni, i compagni e quel primo giorno che segna l’inizio di una vita diversa. Il bambino precipitato questa mattina da una finestra al terzo piano di un edificio di via Remigio Vigliero, a Begato, non ha però superato le gravissime conseguenze della caduta.

Le prime informazioni diffuse subito dopo l’allarme indicavano un’età di otto anni. Gli accertamenti successivi hanno chiarito che il piccolo non ne aveva ancora compiuti sei. Era nato in Italia da genitori nigeriani, era figlio unico e viveva da tempo con la famiglia nel quartiere, dove i genitori sono conosciuti e benvoluti.

La tragedia si è consumata poco prima delle 12:40. Secondo la prima ricostruzione, il bambino si trovava in casa con la madre, che in quel momento era in un’altra stanza. Restano da chiarire i pochi, drammatici istanti che hanno preceduto la caduta dalla finestra e il volo di diversi metri.

Le urla della donna hanno richiamato l’attenzione di un vicino, che è accorso e ha immediatamente cercato di rianimare il piccolo. Poco dopo sono arrivati un’ambulanza della Croce Rivarolese, l’automedica Golf 4 e i vigili del fuoco. I sanitari hanno proseguito a lungo le manovre di rianimazione direttamente sul posto, ma ogni tentativo si è rivelato inutile.

La madre, sconvolta, è stata accompagnata all’ospedale Villa Scassi in codice giallo. Il padre, che lavora come muratore, si trovava a Nervi quando è stato raggiunto dalla notizia.

In via Remigio Vigliero sono intervenute le volanti della polizia di Stato, la squadra mobile e la polizia scientifica. Sul posto è arrivata anche la pubblico ministero di turno Francesca Rombolà. Gli investigatori hanno ascoltato vicini e possibili testimoni e stanno ricostruendo la sequenza esatta degli avvenimenti.

Gli elementi raccolti finora fanno ritenere che si sia trattato di una caduta accidentale. Gli accertamenti, tuttavia, proseguono e ogni circostanza dovrà essere verificata.

A Begato restano il silenzio e lo sgomento di un quartiere davanti alla morte di un bambino a cui tutti volevano bene. Una vita appena cominciata si è interrotta a pochi giorni da quel primo ingresso a scuola che la sua famiglia attendeva e che non arriverà mai.


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